PEZZI DI CUOIO

12.00

Edoardo Pellegrino, alle soglie dei quarant’anni, vive serenamente la sua superficialità galleggiando nel Comprensorio del Cuoio, insieme di piccoli comuni della provincia pisana noti per gli “odori”, che siano di pelle conciata o di tartufo bianco.

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Edoardo Pellegrino, alle soglie dei quarant’anni, vive serenamente la sua superficialità galleggiando nel Comprensorio del Cuoio, insieme di piccoli comuni della provincia pisana noti per gli “odori”, che siano di pelle conciata o di tartufo bianco.

È un single convinto, ama la sua moto, il buon vino e, a modo suo, le donne. Tutti i comportamenti di Edoardo sono finalizzati a un unico obiettivo: limitare al minimo ogni forma di responsabilità. Architetto come formazione, si rifugia a lavorare nella rivista culturale “cittadina” Cuore dove sfrutta il suo sarcasmo innato e la sua buona mano facendo il vignettista e curando il sito web. Il fondatore della rivista, l’enigmatico Diego, e il capo redattore, il passionario Fulvio, sono suoi amici d’infanzia.

Nulla sembra turbare la vita tranquilla che Edoardo si è scelto; il conflitto non risolto con il padre, devoto cattolico, morto recentemente, sembra sepolto insieme a ogni senso di colpa.

Il destino vuole, però che, a causa di un malore, Fulvio non possa recarsi in Chiapas per un servizio sugli zapatisti e Diego, promettendo una mini vacanza a Playa del Carmen, convince Edoardo a partire. Inizia l’avventura che porterà Edoardo, contro la sua volontà, ad affrontare situazioni per lui impensabili: la vita nei Caracol zapatisti, la minaccia continua delle milizie, la comparsa di Dalia, la pazza sorella di Diego che girava il mondo per fare reportage fotografici nei contesti “rivoluzionari”, e la conoscenza di Maya, bambina speciale, orfana e affetta da vitiligine, incideranno profondamente sull’anima di Edoardo.

Edoardo sarà costretto a fare i conti con le proprie responsabilità, a fare i conti con Maya, che diviene così il suo specchio e che lo condurrà a tornare in Italia, affrontare “il paese”, per poi partire alla volta della Cina alla ricerca di Tiziano Treves, misterioso guaritore, amico di famiglia di Diego e Dalia.

Fatti di cronaca reali, sketch divertenti e situazioni drammatiche si alternano durante tutta la storia ed Edoardo, travolto da un vortice di passioni e pensieri per lui del tutto sconosciuti, ci sta in mezzo, non sfugge.

Riuscirà questa storia a cambiare Edoardo o rimarrà il solito “surfista” della vita? La domanda rimane aperta e il finale, naturalmente, è a sorpresa.

Simone Falorni, nessuno ha mai capito bene di cosa si occupi. Sembra sia laureato e addirittura ‘masterizzato’, ma non si sa bene in che cosa. L’unica notizia certa è che sono materie che riguardano l’economia e l’ecologia, ma forse anche la politica. Qualcuno giura di averlo visto insegnare all’Università, ma non è dato sapere in quale città. Si possono trovare manuali, ricerche e articoli pseudo scientifici da lui curati, ma è possibile si tratti di un omonimo. Molti gli attribuiscono doti di grande organizzatore, pare abbia contribuito alla realizzazione di importanti eventi culturali, altri lo considerano un lupo solitario che si diletta nel fare foto e recensire osterie per conto di Slow Food. Si mormora che sia un grande appassionato di medicina naturale e che eserciti addirittura come naturopata. Tra le cose che ha fatto, vere o presunte, sicuramente scrive romanzi.

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