LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO BERNARD

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Il commissario Jean Bernard ha chiuso con il fumo anni fa, ripromettendosi di riprendere quando sarà 65enne. Cioè a breve. A quell’età non avrà il tempo di fargli troppo male. Cammina volentieri sotto la pioggia e spesso si sofferma sul Pont Saint Michel a guardare la Senna e i lunghi barconi neri che si muovono silenziosi. Beve acqua ghiacciata, sente che lo rigenera. Dovunque sia, gradisce mangiare bene, preferendo le specialità locali. In realtà si adatta a qualunque piatto. Del colesterolo alto si preoccupa poco, convinto che camminare molto sia la terapia migliore. Nei momenti decisivi di un’inchiesta, a volte appoggia la fronte sul vetro della finestra dell’ufficio: quel contatto facilita inventiva e intuito, qualità delle quali è ben provvisto. Se può, quando passa dalle parti del cimitero di Montparnasse, va a salutare la sua Christine, amata compagna della sua vita. Da quando lei non c’è più, ha scoperto di sapersi commuovere. Ma la grinta è sempre la stessa.
Sirio Malfatti  è stato un medico. Ha attraversato per quasi 40 anni le corsie ospedaliere. Tre decenni in Medicina Generale e il quarto, prima nel mondo della Donazione e Trapianto degli organi, poi in quello della Medicina Palliativa per le persone alla fine del proprio percorso. Ha la passione della creta, ma dopo le grandi terrecotte dei primi tempi, ora si limita a piccole figure. Scrive da sempre, da quando perse la prima fidanzatina perché un piccolo rivale le dedicava poesie decisamente migliori delle sue. Anni dopo smascherò quel falso poeta: erano di Prévert. Il “giallo” è scoperta recente, ma è anche un po’ un ritorno al passato: effettuare una diagnosi a volte è difficile quanto capire chi è il colpevole.

 

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